Cinema e televisione in lutto: addio a Carlo Delle Piane

Una espressività che solo lui è riuscito a dare a cinema e televisione italiani che ora dicono addio a Carlo Delle Piane. Attore di lungo corso, si è spento a 83 anni. Come riconosciuto da tutti in questi decenni, Delle Piane è stato una figura iconica del cinema, con una carriera iniziata nel 1948 quando era appena dodicenne, interpretando Garoffi nel film ‘Cuore’ dal romanzo di De Amicis, diretto a quattro mani da Vittorio De Sica e Duilio Coletti.

Tra gli altri noemi ‘enormi’ del nostro cinema, ha lavorato con Totò, Eduardo De Filippo, Alberto Sordi, Roman Polanski, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Steno, Mario Monicelli, Sergio Corbucci, Aldo Fabrizi e Pupi Avati. Solo con Avati ha girato quindici degli oltre cento titoli interpretati.

morto carlo delle piane


Antonio Avati ricorda Carlo Delle Piane con queste parole. “Un amico, il mio migliore amico nell’età in cui si hanno migliori amici e ci si gode la vita, quando svaghi, divertimenti erano importanti, poi le priorità cambiano. Di lui mi mancherà quel che mi mancava già da qualche anno: fino a sette, otto anni fa ci sentivamo una volta al giorno e una volta alla settimana andavamo a cenare al ristorante con altre persone semplici, facevamo delle grandi mangiate e bevevamo anche parecchio vino”.

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“Nel 1976 e ’77 Carlo stava vivendo un momento di attività cinematografica molto scadente: terminata la grande stagione della commedia all’italiana, cui aveva partecipato lavorando con tanti grandi registi come Monicelli, Steno, Zampa, De Filippo, Mattioli, Corbucci, De Sica, era finito in quegli anni a fare delle comparsate di poche scene in film diciamo di seconda fascia rispetto a quelli che avevano come protagonista la Fenech ma dello stesso genere”, ricorda Avati-

“Allora io frequentavo le sale d’essai di Roma dove proiettavano titoli da cinefili, spesso vedevo tra il pubblico proprio Delle Piane e mi chiedevo cosa ci facesse uno che partecipava a quel genere di film. Per fortuna avevamo un amico in comune e una volta che entrambi eravamo nella sala dove proiettavano un film di Mazursky lui ci presentò: scoprii che era una persona molto timida, semplice ma che aveva degli interessi che andavano ben al di là delle partecipazioni che era costretto a fare per sopravvivere. Decisi che dovevo assolutamente farlo conoscere a Pupi, farlo lavorare con noi”.

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